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“Non torneremo alla normalità, perché la normalità era il problema”.

Notizie (varie) archiviate da ./noteZ.html

2017

2017-11 novembre

2017-11-20 lunedì

<2017-11-20 lun>

  • Lana superecologica   lana

    <2017-05-09 mar>

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    Viene dalla Sardegna un nuovo sistema di depurazione per porti e zone costiere. Speciali filtri in lana di pecora consentono di affrontare gli sversamenti inquinanti

    http://www.abitare.it/it/design/prodotti/2017/05/08/lana-depurare-mare/

  • Da rifiuto a risorsa della valle: così rinasce una filiera corta della lana   lana

    <2017-04-20 gio>

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    Ridare vita ad una filiera corta della lana in Val dei Mòcheni abbattendo gli sprechi di questo materiale, favorendo l'economia del luogo e valorizzando le competenze delle persone della valle. Nasce con questo obiettivo il comitato Bollait, ovvero “gente della lana”.

    “Bollait”, ovvero “gente della lana” nell’antico dialetto della Valle dei Mocheni, vallata in provincia di Trento. Il progetto nasce su iniziativa di un gruppo di donne locali con la passione per la lana che decidono di mettersi insieme e formare un comitato di scopo. Il loro obiettivo è quello di recuperare la grande quantità di lana prodotta in questa zona (circa 3-4 mila chilogrammi all’anno) e per lo più buttata.

    http://www.italiachecambia.org/2017/04/rifiuto-risorsa-valle-rinasce-filiera-corta-lana/

  • Mapuche vs Benetton: le ultime puntate di una storia secolare di resistenze

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    Nelle ultime settimane è riemersa in maniera particolarmente altisonante la vicenda che oppone le comunità mapuche della Patagonia alla compagnia latifondiaria di proprietà di Luciano Benetton…

    Il conflitto principale che investe i Mapuche negli ultimi due decenni è quello che vede le comunità della Patagonia argentina fare i conti con l'impresa italiana dei Benetton che nel 1991 hanno acquisito la proprietà di oltre 900 mila ettari di terre in Patagonia. Con tale acquisizione, i Benetton hanno dato vita a un regime di latifondismo spietato, che ha portato al saccheggio delle risorse naturali quanto allo sfollamento di molte delle comunità mapuche, anche manu militari. Non solo: molti mapuche - costretti a lavorare per conto delle società importate dai Benetton in un regime di aumento dei prezzi dei beni primari - si sono visti letteralmente schiavizzati e quasi segregati attraverso il ricatto occupazionale.

    Da lì, il divampare crescente della conflittualità e di una ostilità sempre più accesa verso la più grande proprietà terriera presente in Argentina, quella dei Benetton per l' appunto.

    La famiglia italiana, oltre a fare della zona un grande latifondo per l'allevamento e l'abbattimento di capi di bestiame per ottenere lane e pelli da esportare in Europa, e poi procedendo all'estrazione mineraria con l'acquisto di altre compagnie locali, ha letteralmente istituito degli enti per il controllo del territorio (simil-commissariati), ricevendo il supporto incondizionato dei governi argentini, soprattutto per quanto riguarda sussidi ultra-milionari per piani di riforestazione che sono sempre risultati nocivi per l'ecosistema della regione.

    https://comitatocarlosfonseca.noblogs.org/post/2017/02/02/mapuche-vs-benetton-le-ultime-puntate-di-una-storia-secolare-di-resistenze/

  • Triploritorto, il filato nato per caso   Tessitura filati lana

    <2017-02-03 ven>

    … filato extrafine 100% in lana merino, esclusiva mondiale di Bramante, brand di maglieria totalmente Made in Italy che fa capo al gruppo Supermaglia di Sansepolcro. Un successo ancor più sorprendente se messo in relazione all'origine del tessuto, che presenta caratteristiche uniche e nettamente superiori rispetto a qualunque altro filato in pura lana. Alle origini del triploritorto, infatti, c'è l'errore tecnico di un macchinista che - circa trent'anni fa - sbagliò a programmare il filo, inserendolo in una macchina non idonea. Ne nacque un tessuto molto più elastico e compatto, di conseguenza più confortevole da indossare, ma anche dotato di una maggiore resistenza al pilling e ai ripetuti lavaggi…

    http://www.meridiananotizie.it/2017/01/eventi/bramante-il-filato-nato-per-caso-che-piace-ai-vip/

  • Stoffa e lana per la donna "scheletro"   MeditazioneTessile Tessitura lana

    <2017-02-03 ven>

    Un progetto dell'atelier di Terapeutica artistica di psichiatria, realizzato con l'Accademia di Brera di Maria Grazia Piccaluga

    La donna scheletro - nel racconto di Clarissa Pinkola Estès, psicanalista junghiana impegnata nella ricerca della felicità - viene ripescata dalle profondità dei gelidi mari del Nord e riportata in vita dalla compassione e dall'amore di un pescatore. Il suo corpo emaciato si riveste di carne, il cuore torna a battere.

    E' il simbolo della rinascita, canovaccio dal quale lo scorso ottobre sono partiti anche gli artisti, pazienti e collaboratori, che hanno frequentato l'atelier di Terapeutica artistica dell'Università di Pavia, nell'ambito della quinta edizione di "Aliment-arte". E che hanno plasmato un nuovo corpo, scrigno dell'anima, intrecciando morbide lane, stoffe, ricami, colori, perle e piume…

    Ne è nata una mostra dal titolo "Corpi d'amare"

    image.jpg In 14 incontri settimanali gli artisti hanno costruito il corpo di uno "scheletro" in plastica, a grandezza naturale. <<E' stato rivestito dapprima da uno strato epiteliale di tessuti rossi impreziositi da decori, perle, ricami e sonagli che gli hanno ridonato vita proprio come nel racconto - spiega Anna Bassi, laureanda in Teoria e pratica della Terapeutica artistica - La stoffa, per la sua capacità di trasmettere calore e morbidezza, è stata la protagonista indiscussa dell'atelier: cotone, pannolenci, raso, iuta, tessuti vellutati e traforati hanno accompagnato gli incontri e sedotto le mani con le quali veniva lavorata. Si è trattato di un lavoro lento, accurato e meticoloso, in quanto la sfera tessile ci riporta a un'altra dimensione che richiede tempi lunghi, più consoni per l'animo umano purtroppo sempre sottoposto a ritmi troppo frenetici>>.

    • Un lavoro corale che ha prodotto un'opera condivisa.

      <<La terapeuticità dell'azione è data infatti, dal percorso stesso che il corpo-azione svolge plasmando la materia ed entrando in relazione con essa - spiegano i responsabili del progetto -. Dal fare pratico, dall'incontro con il mondo artistico la persona viene modellata e acquisisce maggior conoscenza della propria identità, che vede riflessa nell'opera costituita dal suo stesso fare. E' fondamentale che l'opera venga condivisa e nasca non solo dal dialogo con la materia ma dal dialogo con altre persone unite da un comune progetto artistico. L'opera non sarà marchiata dall'individualità specifica di un artista ma apparterrà all'intera collettività che l'ha prodotta>>…

      http://laprovinciapavese.gelocal.it/tempo-libero/2017/01/25/news/stoffa-e-lana-per-la-donna-scheletro-1.14773146

  • Lana infeltrita: cosa fare?   lana

    <2017-02-03 ven>

    I rimedi per la lana infeltrita sono tanti dall'acqua e bicarbonato fino all'ammollo in acqua e latte.
    Ecco come comportarsi di fronte a una maglia di lana infeltrita.

    (continua)

  • MILANO, VIA PADOVA   Milano film

    <2017-01-31 mar>

    TroppolitaniFuoriDove-300x240.jpg Nel film spicca il lavoro di persuasione che è stato fatto negli anni dai mass media sulla popolazione (formata da persone). L'uniformità di argomentazioni relative al razzismo, inibisce il sentimento e lo rende doppiamente grave.

    Il 21 maggio a Milano in Via Padova, armoniosi e combattivi, iniziamo le interviste:
    Antonio Rezza, Flavia Mastrella, Marco Tani, Massimo Simonetti, Ivan Talarico, Daniele Verlezza, Adil Bahir si muovono nella città che si risveglia. Antonio si guarda attorno, la via è quasi deserta. Il sabato prefestivo consente la tipica sospensione di chi regala a se stesso l'oltraggio di un giorno di riposo. Gli intervistati si concedono con la prepotenza di chi vede in quel tempo perduto un diritto inalienabile. Affidatoci dalla Fondazione Gaetano Bertini, MILANO VIA PADOVA è un lungometraggio che nasce per eccesso di zelo nel realizzare un'indagine sulla gente che vive la via…

    http://www.rezzamastrella.com/cinema/

  • Una scuola senza orari, né classi   scuola

    <2017-01-30 lun>

    Una scuola dove non ci sono né orari, né programmi, né classi e i ragazzini stanno tutti assieme, dai 3 ai 18 anni, decidendo autonomamente se studiare italiano, guardare un film o fare un esperimento scientifico; dove si studia la matematica controllando le fatture e raccogliendo i soldi per un viaggio; una scuola dove si impara soprattutto quanto è difficile essere liberi; il ruolo degli insegnanti, garantire la sicurezza e, anche, la filosofia della scuola.

    Intervista a Benjamin Bouguier.

    http://www.unacitta.it/newsite/intervista.asp?id=2539

  • Joaquin Phoenix: "No alla lana, guardate che cosa c'è dietro"   lana

    <2017-01-16 lun>

    Vegano da tantissimi anni, Joaquin Phoenix spiega pubblicamente che cosa succede davvero nell'industria della lana, aspetti spesso nascosti (continua)

  • I tessuti murali come opere d'arte   Tessitura

    <2017-01-11 mer 18:22>

    …litis illumina le pareti con perle, fibre vegetali, rafia, carta e metallo

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    …litis si fa autore di disegni esclusivi, dai colori sempre diversi e attraverso la sua ricerca attenta, sperimenta e reinterpreta i materiali grazie tecniche produttive originali e macchinari creati ad hoc. Materiali che emanano un fascino naturale d'imperfezioni e irregolarità. . .

    http://www.archiportale.com/news/2016/12/design-trends/i-tessuti-murali-come-opere-d-arte_55644_39.html

  • Come arredare casa rustica   Tessitura

    <2016-12-27 mar>

    Tessuti.

    Il calore dei tessuti è fondamentale per accompagnare l'arredo rustico. . .

    (e ho detto tutto)

  • "Milano insolita e segreta"   Milano

    <2016-12-27 mar>

    di Massimo Polidoro

    è una valida guida in cui sono descritti oltre 160 luoghi e angoli che sfuggono a uno sguardo frettoloso. . .

  • Textile art and design that conveys ethical messages   Tessitura

    <2016-12-29 gio>

    . . . look at some textile practitioners and artists that use textiles to convey messages or evoke discussions about ethical issues. In the post I will use a number of practitioners to illustrate the diverse ways textile practices and materials are used. . .

    https://medium.com/we-are-oca/textile-art-and-design-that-conveys-ethical-messages-b69c62ad0668#.56g6pkvpo

  • L'elettronica che si indossa.   Tessitura

    <2016-12-29 gio>

    Il premio ItWiin all'invenzione sardo . . .

    "Dispositivi che si basano su un tessuto intelligente": un lavoro che ha permesso alla professoressa Annalisa Bonfiglio - bioingegnere e prorettore delegato per il territorio e l'innovazione dell'Università degli Studi di Cagliari - di vincere il PREMIO . . .

    http://www.sardiniapost.it/innovazione/lelettronica-che-si-indossa-il-premio-itwiin-allinvenzione-sardo-emiliana/

  • Lugo: residenza d'artista per l'americana Daniéle Dennis con il progetto fotografico Lugo Land   Lugo

    <2017-01-16 lun>

    Dal 20 dicembre 2016 al 10 gennaio 2017, l'artista americana Daniéle Dennis è a Lugo, in quanto vincitrice della "Lone Wolf Lugo Land Residency", una residenza d'artista curata da Luca Nostri e promossa dalla scuola di design di Philadelphia dell'università della Pennsylvania, nell'ambito del progetto Lugo Land.

    http://m.lugonotizie.it/articoli/2017/01/05/lugo-residenza-dartista-per-lamericana-danile-dennis-con-il-progetto-fotografico-lugo-land.html

    http://www.lugoland.it/

  • Un mosaico in lana per ricordare il Pirata   mosaico uncinetto

    <2017-02-17 ven>

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    Sono 3600 le tessere di lana che compongono il grande mosaico-arazzo raffigurante il volto di Marco Pantani. E' questa l'ultima opera di urban knitting realizzata dall'associazione "Un mare di lana" che vuole rendere omaggio al campione del ciclismo nella ricorrenza dell'anniversario della sua scomparsa (14 febbraio 2004).

    http://www.livingcesenatico.it/2017/02/11/un-mosaico-in-lana-per-ricordare-il-pirata/

  • Parco Nazionale Gargano, presentato il progetto 'Plauto'   lana

    <2017-02-19 dom>

    Sul Gargano arriva 'Plauto', il progetto per la valorizzazione delle lane autoctone

    Il progetto di cui si è discusso è quello relativo al possibile recupero della lana per una sua trasformazione e vendita.
    Si potrebbero ottenere benefici per l'abbattimento dei costi e guadagni dalle eventuali vendite

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    http://gargano.foggiatoday.it/progetto-plauto-parco-nazionale-gargano.html

  • Città d'orti, il progetto che diffonde l'agricoltura urbana   AgricolturaUrbana

    <2017-02-19 dom>

    Promuovere gli orti nelle aziende e l'agricoltura a misura di cittadino, attraverso la formazione e la diffusione: nasce Città d'Orti

    La realtà degli orti urbani sta vivendo un vero e proprio boom da qualche anno a questa parte. Orti condivisi tra cittadini, orti aziendali, orti sul tetto, ristoranti che coltivano le proprie verdure. Per incentivare, formare, diffondere la cultura degli orti cittadini, è nato il progetto Città d'Orti, grazie alla collaborazione tra LifeGate, Slow Food Italia e Comart.

    … Sul portale di LifeGate è stata creata una speciale sezione dove tutti i cittadini interessati a mettere in piedi il loro primo orto in città trovano le informazioni per crearlo e curarlo…

    http://www.stile.it/2017/02/17/citta-dorti-progetto-agricoltura-urbana-id-140629/

  • Sacchi termici per bambini velenosi.   filati

    <2017-02-20 lun>

    Contengono ftalati in percentuale altissima, sostanze pericolose per la riproduzione. RAPEX lancia l'allarme, a rischio la salute dei bambini.

    Chi lo direbbe che negli innocui sacchi termici per bambini, un accessorio indispensabile per l'inverno, possono nascondersi in maniera subdola sostanze venefiche per i piccoli che li contengono, eppure è quanto emerge dai test effettuati dal RAPEX. La causa dell'incresciosa situazione, la troppa chimica che si nasconde nei tessuti e nelle fibre degli articoli per l'infanzia, visto che, secondo l'indagine del sistema comunitario di allerta rapido per i prodotti pericolosi, su 15 articoli esaminati ben quattro contenevano sostanze chimiche quali ftalati. Quel che è peggio è che gli articoli più a rischio sono quelli destinati a bambini di età compresa dagli zero ad un anno, ovvero più vulnerabili degli altri all'aggressione di queste sostanze chimiche e per giunta sacchi termici, in questo caso, non certo venduti in catene di distribuzione clandestina, tutt'altro, parliamo di punti vendita specializzati nell'abbigliamento o dell'intimo dei piccoli…

    http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=91563

  • Diserbare senza chimica: dalla Sardegna un nuovo metodo ecocompatibile   PianetaVerde lana

    <2017-02-22 mer>

    … L'idea in realtà nasce due anni fa quando la MM, un'azienda di Mantova, brevettò un sistema di diserbo non chimico basato sul vapore. In altri termini le erbe infestanti non vengono debellate con la chimica, ma tramite il calore che le brucia, senza però usare la fiamma viva, come invece accade nelle più note tecniche di pirodiserbo. C'è però una differenza tra il sistema mantovano e quello sardo: qui l'intuizione è stata quella di aggiungere al vapore altre sostanze, ovvero scarti delle lavorazioni alimentari ed edili, tra cui appunto quelli del ciclo della lana. In pratica questo nuovo eco-diserbante è ottenuto vaporizzando una soluzione acquosa a base di idrolizzato di lana, eccedenze della lavorazione dell'olivo, miele e propoli…

    http://www.rivistanatura.com/diserbare-senza-chimica/

  • TODO La Soffitta in Piazza 2017   Lugo

    <2017-03-05 dom> <2017-04-02 dom> <2017-05-07 dom>

    Civiltà delle Erbe Palustri

    Tre domeniche con il mercatino dell'antiquariato, del modernariato, dell'arte e della natura

    Inizia l'atteso appuntamento primaverile con l'ormai tradizionale mercatino del riuso di Villanova di Bagnacavallo, un evento che promuove il riciclo e lo scambio, dando una seconda vita alle cose ed evitandone lo smaltimento, con grande soddisfazione di curiosi e ricercatori di anticaglie…

    http://www.pavaglionelugo.net/2017/02/la-soffitta-in-piazza-2017.html

  • Il ritorno della canapa a Treviso: <è uno splendido isolante>   canapa casa

    <2017-03-08 mer>

    Cappotti "eterni". , spiega Filippo Florian, <<ha una durata particolarmente breve, mentre di quello di canapa si sa che dura tantissimo e addirittura non si sa quanto, mentre le sue qualità tecniche sono veramente una miniera che sorprende ogni giorno. Ad esempio grazie alla percentuale di silicio è perfettamente ignifuga; per esempio ha la capacità di adattarsi alle temperature esterne al punto da autoregolare il trattenimento del caldo e del fresco, con grandi risparmi di energia. Per esempio è un autoregolatore termo igropetrico>>.

    Naturalmente ingegneri e costruttori non si sono fermati al "cappotto" isolante e Mario Florian ha avuto modo di spiegare come la nuova casa di un professionista di Vittorio Veneto sia quasi per intero frutto della tencologia avanzata della calce e della canapa, abbinata alle infinite possibilità di ricoprire il tutto con i più svariati materiali.

    Della serie: andate a vedere e parlatene con lui, scoprirete che previene e inibisce la formazione di funghi, muffe, colonie batteriche, ma tiene pure lontani insetti e roditori…

    http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2017/03/05/news/il-ritorno-della-canapa-e-uno-splendido-isolante-1.14984828

  • TODO Cannabis in piazza Duomo a Milano   Milano canapa

    <2017-03-08 mer>

    A novembre il primo salone internazionale della canapa in Italia. Workshop e conferenze nel centro di Milano.

    "Dopo le palme porteremo simbolicamente anche piante di marijuana" è questa la provocazione lanciata dal direttore della testata Dolce Vita, Matteo Gracis, che arriva in concomitanza all'annuncio delle date del primo salone internazionale della canapa in Italia, che si terrà dal 10 al 12 novembre 2017 nel capoluogo lombardo. Sarà una tre giorni all'insegna di workshop e conferenze sui vari processi di coltivazione, trasformazione e utilizzi della canapa, che si terranno su un'area espositiva di oltre 5000 metri quadri ed un'area esterna di oltre 2000 metri quadri.

    http://it.blastingnews.com/milano/2017/03/cannabis-in-piazza-duomo-a-milano-001516973.html

  • Nasce CannabisDalBasso.com, il primo progetto di politica 3.0   canapa

    <2017-03-13 lun>

    Al fine di dare una svolta concreta alla situazione, il 9 marzo 2017 nasce il progetto CannabisDalBasso.com, un sito ideato da giovani sviluppatori web italiani

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    "Cannabis Legale: la pazienza è finita" è il titolo di un video postato su Facebook lo scorso 16 febbraio riguardo al disegno di legge "Cannabis Legale", presentato diversi mesi fa alla Camera. A differenza di quanto si potrebbe pensare, il video non appartiene a un cittadino comune, indignato dalla lentezza della politica, bensì al senatore Benedetto Della Vedova, il promotore nonché referente principale della legge con cui si vorrebbe legalizzare la cannabis in Italia. L'on. Della Vedova è frustrato a causa dell'incredibile lentezza dei lavori parlamentari dato che il DDL Cannabis Legale continua a essere fermo in Commissione Giustizia alla Camera. Proprio per questo, come spiegato nel video, il senatore si è visto costretto a inviare un messaggio personale ai presidenti di Commissione Giustizia e Affari sociali, nonché ai capigruppo di PD, SI e M5S, per spingerli ad accelerare sulla questione. Al fine di dare una svolta concreta alla situazione, il 9 marzo 2017 nasce il progetto CannabisDalBasso.com, un sito ideato da giovani sviluppatori web italiani con lo scopo di mantenere alta l'attenzione sul tema. Sul sito sono presenti le informazioni essenziali legate alla legge e al suo iter parlamentare, nonché diversi consigli per contribuire in prima persona…

    http://cannabisdalbasso.com/

  • Maglioncini per galline: l’idea virale di un centro anziani   maglia

    <2017-03-17 ven>

    Galline e maglioncini in misura: sembra un’idea buffa, eppure è una realtà che ha ottenuto un certo successo. Un connubio perfetto tra due mondi così differenti, una sinergia che ha portato alla creazione di tanti maglioncini di lana preparati per un gruppo di bipedi bisognosi. L’incontro fortuito tra il club della maglia della casa di riposo Fuller Village di Milton, in Massachusetts, e Erica Max, direttrice della Wakefield Estate, ha creato la connessione. Erica gestisce un servizio educativo per bambini che contempla la presenza di una dozzina di galline. La donna, di passaggio alla casa di riposo per una visita, ha raccontato del piccolo pollaio e della loro difficoltà ad affrontare il freddo durante la muta invernale. Le galline, infatti, cambiano il piumaggio e rimangono così esposte alle basse temperature.

    … il provvidenziale intervento del club della maglia ha preservato la salute e il benessere della comunità di galline, che hanno iniziato a produrre molte più uova…

    http://www.greenstyle.it/maglioncini-galline-idea-virale-centro-anziani-219298.html

  • Food Computer: il futuro dell’agricoltura urbana è digitale   AgricolturaUrbana

    <2017-03-17 ven>

    • Food Computer è una piattaforma per l’agricoltura digitalizzata sviluppata dal MIT. Dopo gli orti e le fattorie verticali si guarda al cibo digitale

      Oggi più del 54% della popolazione mondiale vive in città. Entro il 2030 le megalopoli dovrebbero passare dalle attuali 28 a 41, con 10 milioni di abitanti ciascuna. Fino ad arrivare al 2050 quando si prevede che la popolazione urbana mondiale crescerà di altri 2,6 miliardi, portando il numero totale di abitanti delle città a 6,3 miliardi. Questi dati vengono solitamente citati per parlare della necessità di mettere in atto strategie volte a una riduzione dei consumi energetici e delle conseguenti emissioni nocive in atmosfera, ma questo non è il solo aspetto da considerare. C’è anche il fronte dell’alimentazione a destare preoccupazione. Perché garantire cibo sano e sostenibile per tutti gli abitanti delle città sarà una delle sfide più importanti da gestire.

    • Agricoltura in città: dopo gli orti verticali arriva la coltivazione digitale

      Qualcosa si muove già nelle metropoli di tutto il mondo dove stanno nascendo giardini pensili e orti verticali al fine di sfruttare l’unica dimensione – quella verticale, appunto – per poter coltivare frutta e verdura fresca e a chilometro zero, o quasi. L’innovazione però procede spedita e stanno iniziando a svilupparsi soluzioni di produzione alimentare che sfruttano la tecnologia digitale.

    • L’innovazione arriva dal MIT

      Pensare che un alimento possa essere in qualche modo scannerizzato, digitalizzato, scomposto nelle sue particelle e ricomposto in un altro luogo è un qualcosa che tutt’ora sembra vicino a un immaginario fantascientifico. Ma non è così. Da qualche anno all’interno del Media Lab del MIT (Massachusetts Institute of Technology) e precisamente nel gruppo di ricerca Open Agriculture (OpenAG) Initiative si sta lavorando alla creazione di una sorta di ‘fattoria mondiale digitale‘…

      http://www.green.it/food-computer/

  • PICCOLA ORCHESTRA ZACLEN Teatro Verdi Forlimpopoli 23-01-09   Lugo Romagna

    <2017-03-19 dom>

    Omaggio alla musica di Carlo Brighi (Zaclèn) Teatro Verdi Forlimpopoli 23-01-09

    PICCOLA ORCHESTRA ZACLÈN Progetto sulla musica da ballo Romagnola di fine 800
    Simone Castiglia primo violino Davide Castiglia secondo violino Massimiliano Rossi clarino in do Federico Martoro chitarra Roberto Bartoli contrabbasso

    Nella seconda metà dellottocento, Carlo Brighi, detto Zaclèn, violinista e compositore romagnolo, fu protagonista di un fenomeno inedito: la fusione della musica da ballo della tradizione contadina con le nuove danze di coppia provenienti dallAustria. Le sue composizioni, tutte datate tra il 1887 e il 1903, mescolano il ballo saltato delle aie con il valzer dei saloni viennesi e sono oggi considerate il nucleo originario da cui successivamente trasse ispirazione il moderno ballo liscio. Le esecuzioni della Piccola Orchestra Zaclèn rispettano fedelmente le composizioni dei brani originali di Carlo Brighi sia nellaspetto filologico che nellorganico orchestrale composto da due violini, clarino in do, chitarra e contrabbasso.

    https://www.youtube.com/playlist?list=PLDF2A91BE48E913C6

  • Giacca, cravatta & Ferri da Calza   maglia

    <2017-03-26 dom>

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    In Cile un collettivo di soli uomini ( Hombres Tejedores (uomini tessitori)) combatte gli streotipi di genere e la visione patriarcale della società armato di ferri, lana e aghi.
    In pubblico coltivano fieri la propria passione difendendo il diritto di ognuno di esprimersi secondo le prorpie inclinazioni.

    http://online.fliphtml5.com/bmrv/bmmm/

  • Terra Fuller: The power of carpet weaving   Tessitura

    <2017-03-26 dom>

    [TextileArtist.org]

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    Terra Fuller received a BFA from the School of the Art Institute of Chicago, an MFA in Painting and Printmaking from Yale University and an MA in Arts Administration from Indiana University.

    Her multimedia work, drawings, photographs, videos, carpets, and baskets, have been exhibited in New York City, Chicago, and Los Angeles, Berlin, New Zealand, Hungary and Wales.

    After living in Morocco and working with carpet weavers for over two years, she was awarded a New Orleans Arts Council Grant to bring three carpet weavers from the Moroccan village to the USA on a carpet art tour to teach weaving workshops and exhibit their work alongside hers at galleries in the US.

    Her work was most recently shown in November 2016 at Grizzly Grizzly in the heart of the alternative art spaces in Philadelphia. Terra has worked as Development Manager at the Djerassi Resident Artist Program in Woodside, California for the last two years.

    In this interview, Terra explains how traveling to a variety of countries throughout her career has helped shape and develop her artistic voice. We learn which traditional methods she employs to construct and enhance her multimedia creations and why laughter, food and simple camaraderie all combine to help stimulate her imagination.

    http://www.textileartist.org/terra-fuller-power-carpet-weaving/

  • The Campaign for Wool   lana

    <2017-03-27 lun>

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    The Campaign for Wool is a global endeavour initiated by its patron, His Royal Highness The Prince of Wales, in order to raise awareness amongst consumers about the unique, natural, renewable and biodegradable benefits offered by the fibre.
    Encouraging collaboration between an international community of woolgrowers, major fashion designers, retailers, manufacturers, artisans and interior designers, the Campaign has been instrumental in educating consumers about the versatility of wool, and reconnecting them with its myriad uses; From luxurious fine merino knitwear and cloth through beautiful hardwearing interior products to fire-retardant insulation for the home…

    http://www.campaignforwool.org/

  • Parte MADRE, cooperazione mediterranea sull’agricoltura metropolitana   AgricolturaUrbana

    <2017-03-27 lun>

    Il progetto coinvolge sei diverse aree metropolitane del Mediterraneo tra cui Bologna. Favorirà la nascita di orti comunitari e parchi agrari come leva per un’economia sostenibile e responsabile

    Co-finanziato dal programma Interreg MED, MADRE – agricoltura metropolitana come leva per un’economia innovativa, sostenibile e responsabile” coinvolge una partnership multidisciplinare e multilivello che rappresenta 6 diverse aree metropolitane del Mediterraneo: Barcellona, Marsiglia, Montpellier, Bologna, Salonicco e Tirana. I partner si sono dati 18 mesi di tempo per trovare le risposte ad una precisa sfida: consentire all’agricoltura metropolitana di raggiungere un alto livello di attenzione. Anche se riconosciuta come uno dei principali livelli di eco-innovazione per la sostenibilità e la competitività delle metropoli, l’agricoltura urbana e periurbana soffre ancora di un grande divario di integrazione, trascurata dai responsabili politici, dalla ricerca accademica e dal pubblico in generale. Ecco perché il progetto metterà a frutto una vasta gamma di conoscenze accademiche, azioni pilota e reti, per creare un cluster transnazionale nell’area del Mediterraneo…

    http://www.rinnovabili.it/categoria-eventi/madre-cooperazione-agricoltura-metropolitana-666/

  • Città del Vino lancia l’Urban Food Planning   AgricolturaUrbana

    <2017-03-27 lun>

    Dopo il “Piano Regolatore del Vino” un nuovo strumento di pianificazione al servizio di Comuni, borghi e territori a vocazione enogastronomica. Il cibo e l’agricoltura diventano materia per urbanisti, architetti e sociologi dell’ambiente. Le prime iniziative a Toronto e Calgary in Canada e in Regno Unito a Bristol

    Città e campagna saranno più vicine e più integrate con l’Urban Food Planning, un nuovo strumento di pianificazione e riorganizzazione dei territori a vocazione enogastronomica.

    http://cittadelvino.it/articolo.php?id=MTgzMw==

  • GIARDINI URBANI, LONDRA SEMPRE PIÙ VERDE CON NUOVI 100 POCKET PARKS   OrtiUrbani

    <2017-03-29 mer>

    NEGLI ULTIMI QUATTRO ANNI, GRAZIE AL PROGETTO '100 POCKETS PARKS', SONO SORTI PICCOLI GIARDINI URBANI IN OGNI ANGOLO INUTILIZZATO DI LONDRA

    giardini-urbani.jpg

    Sfruttare ogni angolo della città, anche il più piccolo, per piantare alberi, prati e fiori. Trasformare tutti gli spazi urbani inutilizzati in aree verdi dove potersi ricaricare, dedicarsi alla coltura o semplicemente respirare aria pulita. Un sogno? Tutt’altro. È ciò che è accaduto a Londra negli ultimi quattro anni dove, grazie all’impegno dell’ex sindaco Boris Johnson, la città ha assistito a una vera e propria rigenerazione con il lento fiorire di piccoli giardini urbani in ogni spazio abbandonato, anche quello più ridotto e inimmaginabile…

    http://www.green.it/londra-pocket-parks-giardini-urbani/

  • Video di INSIDE FLESH per Leonard Wong   moda

    <2017-03-31 ven>

  • Agricoltura urbana per la sostenibilità sociale: spunti di riflessione e casi studio   AgricolturaUrbana

    <2017-03-31 ven>

    Sostenibilità ambientale, risparmio delle risorse, riduzione dei consumi, sono concetti familiari ai più. Si inciampa invece molto meno in quello che l’innovazione dei saperi, che ha colpito anche il campo dell’architettura, provoca sulla sfera sociale. La società, il gruppo, il singolo individuo non sono forse entità da tutelare come possono essere la terra, l’aria, l’acqua? Forse se ne ha la consapevolezza, ma meno comunemente la si diffonde. Conoscere, comprendere, percorrere sono le parole chiave sulle quali si fonda questo articolo dedicato al ruolo e agli impatti positivi dell'agricoltura urbana, che non ha in alcun modo pretesa di esaustività, ma vuole fornire spunti di riflessione sulla sua sostenibilità sociale.

    https://www.architetturaecosostenibile.it/architettura/progetti/nel-mondo/agricoltura-urbana-895/

  • Il batik dell'isola delle Mangrovie   Tintura

    <2017-04-04 mar>

    Indonesia: un gruppo di donne ha scoperto le qualità nascoste dei semi di mangrovia e crea tessuti sorprendenti. — JACOPO PASOTTI

    BatikB.jpg

    Lo strumento usato per colare la cera fusa è un pennino a forma di pipa.

    La nascita del laboratorio

    «Lo abbiamo notato per caso, osservando che semi e cortecce di mangrovie macchiavano i vestiti»… «Poi abbiamo invitato alcuni artisti esperti di batik, abbiamo imparato la tecnica, trovato un laboratorio, e ci siamo messe a lavorare»

    http://www.cooperazione.ch/Il+batik+dell_isola+delle+Mangrovie

  • TODO Storie in Tessuto con MicroDoc   Tessitura

    <2017-04-10 lun>

    <2017-04-18 mar> video di microdoc sul tema

    intervista a 3 giovani stiliste artigiane:

    • Giulia Montagna MOKU

    Testo vuol dire Tessuto; ma laddove fin qui si è sempre preso questo tessuto per un prodotto, un velo già fatto dietro al quale, più o meno nascosto, sta il senso (la verità), adesso accentuiamo, nel tessuto, l’idea generativa per cui il testo si fa, si lavora attraverso un intreccio perpetuo; sperduto in questo tessuto – questa tessitura – il soggetto vi si disfa, simile a un ragno che si dissolva da sé nelle secrezioni costruttive della sua tela

    R. Barthes

2018

2018-10 ottobre

2018-10-31 mercoledì

<2018-10-31 mer>

  • La critica radicale in Italia   Milano libri

    <2018-09-25 mar 11:18>

    A Milano, <2018-09-30 dom> al CSOA COX 18 - Calusca City Lights presentazione di La critica radicale in Italia e a seguire cena e film.

    Email from Nautilus Autoproduzioni: {NAUTILUS-AUTOPRODUZIONI}

    https://www.nautilus-autoproduzioni.org/

    https://cox18.noblogs.org/

  • DONE Cascine Aperte 2018: il programma completo   Milano appuntamenti

    <2018-09-19 mer 14:00>

    Cascina Cuccagna <2018-09-29 sab 17:00>

    Viene presentato il progetto “Vertical Urban Farms-Agricoltura urbana e nuove bio-tecnologie: opportunità per il recupero degli edifici abbandonati nella periferia metropolitana”. L’incontro racconta come le fattorie urbane possano aprire prospettive di riqualificazione urbana e nuovi seti di lavoro, sviluppando produzioni di alimenti adeguati per la salute e la cucina.

    http://www.milanolife.it/cascine-aperte-2018/

  • DONE Requiem for la sinistra neoliberale   Milano appuntamenti

    <2018-09-19 mer 10:37>

    Stiamo parlando di un funerale; vi stiamo invitando - voi che volete immaginare, sfidare, scegliere - al Requiem for la Sinistra Neoliberale che si terrà il <2018-10-05 ven 19:00> davanti a palazzo Marino. Sarà un rito laico e sarà di tutt_.

    http://www.macaomilano.org/spip.php?article768

  • saperiproibiti III > téchne e stati modificati di coscienza   MeditazioneTessile

    <2018-06-10 dom 19:00>

    La terza edizione di Saperiproibiti è dedicata al rapporto tra tecniche/tecnologie, tradizionali e contemporanee, e gli stati modificati di coscienza.

    La strada che abbiamo individuato è quella di sondare i paradossi che si creano quando accostiamo questi due ambiti dell’esperienza umana.

    L’evento sarà organizzato in collaborazione con SISSC – Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza.

    <2018-06-15 ven>–<2018-06-16 sab>

    Cascina Autogestita Torchiera, Milano

    https://saperiproibiti.noblogs.org/

  • La Fabbrica del Vapore si tinge di verde e si trasforma in un parco urbano   giardinorto milano

    <2018-05-30 mer>

    L'inaugurazione ufficiale è prevista per <2018-06-03 dom>, ma alla Fabbrica del Vapore è già praticamente tutto pronto per la "trasformazione": per tutto il periodo estivo il piazzale diventerà un agriparco urbano.

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2018/05/26/news/la_fabbrica_del_vapore_si_tinge_di_verde_e_si_trasforma_in_un_parco_urbano-197399510/

  • Murali festival 2018   arte

    <2018-05-30 mer>

    MURALI è il primo Festival cittadino che porta la street art a Forlì.

    Il progetto prevede interventi artistici urbani su vari livelli e punta a connotare la città come un contesto attento all’arte urbana contemporanea, capace di valorizzare questa forma artistica dai confini sfumati ma dall’alto valore comunicativo, coniugando i valori della cittadinanza attiva con la dimensione dell’espressività artistica.

    Il festival intende riqualificare le pareti scelte trasformandole in grandi opere attraverso la libera espressione degli artisti e permettendo alla cittadinanza di fruirne liberamente.

    Per il 2018 è stato selezionato come tema e filo conduttore delle creazioni artistiche la Costituzione della Repubblica italiana, in omaggio al suo settantesimo compleanno: i suoi principi universali saranno declinati e interpretati da artisti di livello nazionale ed internazionale che realizzeranno le loro opere su muri della città che negli anni sono stati oggetto di abbandono e degrado.

    La forza ispiratrice dei principi di uguaglianza, libertà e partecipazione darà vita ad interventi che si baseranno sul coinvolgimento dei cittadini, facendo del festival non solo un’occasione di riqualificazione ma, principalmente, un momento collettivo di riflessione e riappropriazione degli spazi comuni.

    http://www.muralifestival.it/

  • Le storie e l’ironia del quartiere Adriano in 45 striscioni   arte

    <2018-03-29 gio>

    “La torta che fai con gli amici è la migliore”, recita uno degli striscioni che da qualche tempo campeggiano nel quartiere Adriano, estrema periferia nord-est di Milano che da Crescenzago si estende verso Sesto San Giovanni. Ed è un messaggio che, appeso al primo piano di un condominio, assume più di un significato e racconta anche gli obiettivi e le difficoltà del progetto Civic Media Art, curato e prodotto da cheFare in collaborazione con Lacittàintorno della Fondazione Cariplo.

    Come si può portare l’arte in un quartiere? Qual è il senso dell’arte civica? Come far sì che questo lavoro faccia emergere nuove relazioni e (inevitabilmente) nuove tensioni tra gli abitanti? Domande che, in quel singolo striscione, ottengono quasi tutte le risposte e danno un senso alla sfida affrontata dall’artista olandese Kevin Van Braak, che si è assunto il compito, quasi impossibile, di calarsi nel quartiere Adriano senza sembrare un alieno precipitato dal Monte Olimpo per “portare la cultura” agli abitanti di una zona sconosciuta di Milano.

    Schermata-2018-03-15-alle-16.06.05-650x331.jpg

    https://www.che-fare.com/quartiere-adriano-striscioni-andrea-daniele-signorelli/

  • CONTRIBUTO SU AGRICOLTURA E ALLEVAMENTO PER “POTERE AL POPOLO!”   agricoltura

    <2018-03-14 mer>

    LA TERRA AL SERVIZIO DELL’UMANITÀ, L’UMANITÀ AL SERVIZIO DELLA TERRA

    CHI SIAMO

    Siamo tutti responsabili della terra come risorsa vitale ed ecosistemica non rinnovabile; come produttori, come consumatori, come cittadini. Siamo operai agricoli, piccoli coltivatori, allevatori, apicoltori, pastori e pescatori, disoccupati che cercano riscatto nella terra, appassionati di agricoltura, consumatori critici, laureati e professionisti del settore, attenti alla tutela dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente.

    DOVE CI STANNO PORTANDO

    Oggi non è facile parlare di agricoltura al servizio delle persone e della terra visto che spesso non la cura, ma la consuma e ne fa steppa, ne erode la fertilità. Limita quella delle piante e la loro diversità, per dare spazio a monocolture di una o poche varietà; sempre più sterili, sempre più redditizie per chi le commercia e sempre più costose per tutti. È disattenta alla salute di chi lavora, dei prodotti e di chi li consuma. È indifferente allo sfruttamento delle persone e delle risorse ambientali. Non importa se il cibo attualmente prodotto è sufficiente per sfamare tutta la popolazione del pianeta, non importa l’aumento della disuguaglianza tra le classi sociali e tra Paesi diversi nell’accesso al cibo. Questa “impresa” non produce per saziare la fame, ma per vendere e guadagnare ad ogni costo. Questa agricoltura deve essere progressivamente abbandonata.

    Il territorio rurale è sempre più spesso spettatore di sversamenti illegali e gestioni criminali, da Sud a Nord, a causa delle basse rendite di mercato dei prodotti agricoli e al conseguente abbandono dei terreni e all’impoverimento del paesaggio. Si inseguono nuove coltivazioni con la speranza che siano più redditizie per tirare a campare, ma si fatica sempre a vedere una risposta d’insieme. I terreni si impoveriscono, le acque si inquinano, si deve lavorare troppe ore per portare a casa il pane. Il cambiamento climatico prolunga i periodi di siccità e intensifica le piogge rendendo fragili i versanti, dilavando i terreni, stressando le colture.

    Mentre si racconta che bisogna lavorare sulla “qualità”, la politica nazionale è organizzata in funzione dei colossi della trasformazione agro-industriale e della grande distribuzione che comandano tutta la filiera. Le operazioni finanziarie ormai spadroneggiano sul prezzo dei prodotti agricoli e sul mercato delle sementi a danno dei piccoli produttori, dei lavoratori e dei consumatori. Il farsi avanti dell’Unione Europea ha peggiorato questo stato di cose, visto che le direttive in materia di agricoltura sono scritte sotto l’approvazione di quegli Stati dove sono più spinti il ricorso alla monocoltura e l’uso intensivo, industrializzato, della terra. I contadini, forzati a diventare imprenditori, pena l’invisibilità, devono subire norme sanitarie e fiscali e imposizioni burocratiche pensate per l’agricoltura industriale che ha giri di affari incomparabilmente più grandi.

    Così, nel tempo, “agricoltura” è diventata una parola ambigua. Piccoli contadini e industriali convivono, mentre in mezzo si collocano molte figure professionali - medi coltivatori e allevatori, ristoratori e albergatori mimetizzati da agriturismi - sempre più indottrinate alla cultura d’impresa. Tutti sono trattati pressoché allo stesso modo, a danno dei piccoli, ovviamente.

    Le regole del gioco economico sono fatte per chi “sa stare sul mercato”, “sa competere” e ingrandirsi sempre di più, ma è questo gioco che ha contribuito a generare la crisi epocale iniziata nel 2007, di cui non si vede la fine. L’unica certezza di questo gioco è che miliardi di persone, miliardi di vite considerate meno dei numeri, finiscono per perdere, schiacciate dall’accumulazione della ricchezza dei pochi vincenti. Noi a questo gioco a perdere non ci stiamo.

    COSA VOGLIAMO E FACCIAMO. UN’ALTRA AGRICOLTURA È (GIÀ) POSSIBILE.

    Nel frattempo, un’altra agricoltura popolare sopravvive e nel mondo produce il 75% del cibo destinato al consumo umano, ancora straordinariamente diffusa in Italia. Anche se è quasi invisibile per i grandi numeri dell’economia, rimane irrinunciabile per mantenere fertile e curata la terra - anche in montagna e nelle zone economicamente ritenute marginali-; per mantenere ricca la diversità di paesaggi, piante e animali; per mantenere vivi i saperi, le tecniche e i prodotti locali, per mantenere popolate le campagne e la montagna. È quella più vicina al lavoro delle persone e alla cultura delle comunità, ai bisogni più elementari e ad un’economia circolare. Viene praticata per professione, per passione o per necessità da chi consuma i propri prodotti perché produce per sé, per la propria famiglia e poi per vendere. Mantiene in vita sementi, esperienze, consuetudini, l’humus della terra e la salubrità delle falde. È l’agricoltura dei contadini che non sono imprenditori e tanto meno industriali della terra. Quest’agricoltura, per quanto diffusa, è quasi invisibile allo sguardo della legge che non la riconosce come costituzionalmente diversa (e perfino opposta, negli effetti) dall’altra e non ne sa ascoltare la voce.

    E’ necessario il riconoscimento di una figura - il contadino - che oggi legalmente non esiste. Non il contadino del passato, schiacciato sulla terra dalle servitù signorili o ecclesiastiche. Ma un nuovo contadino, rispettoso della fertilità della sua terra, orientato all’autosufficienza e alla vendita diretta, libero dalle troppe carte, che non si riconosce come imprenditore agricolo, che non vuole coltivare finanziamenti pubblici, che non ambisce a possedere più terreno di quanto non possa coltivare, ma chiede di potere esistere e di lavorare in pace, senza il peso della burocrazia e dei regolamenti di mercato. Trattare allo stesso modo - come succede oggi - con lo stesso regime normativo, sanitario e fiscale chi, da una parte, pratica un’agricoltura di basso impatto ambientale, e chi, dall’altro, lo fa a fini di arricchimento è inaccettabile.

    Salvaguardare e sostenere gli Usi civici, gli assetti fondiari collettivi, la cui incidenza riguarda più di 1.500.000 ha, pari al 3% della superficie totale nazionale, in quanto beni comuni distinti dai beni privati e dai beni pubblici e per la loro funzione sociale, ambientale ed economica e di tutela del paesaggio. Le antichissime forme di proprietà collettive delle terre presenti in Italia, lungi dall’essere anacronismi inutili, rappresentano “un’altra forma di possedere” attualissima. Sostenere le comunità rurali, e il loro patrimonio di civiltà e cultura, riconoscendo il valore culturale materiale e immateriale espresso dalle attività agricole tradizionali, anche per combattere fenomeni di abbandono e spopolamento, anche attraverso lo strumento dei Piani Paesaggistici Regionali. Salvaguardare e sostenere i paesaggi rurali storici. Sostenere le forme di civiltà pastorale e l’allevamento estensivo di piccola scala che svolgono in molti territori rurali un importante ruolo ecologico, culturale e contro lo spopolamento.

    Vogliamo costruire un’agricoltura polifunzionale, contadina e sostenere le reti solidali, che assicurino buoni frutti a tutti, che tutelino non solo l’ambiente, la salute e il paesaggio, attraverso le produzioni biologiche, ma che rispettino i diritti dei lavoratori in tutte le fasi, dalla produzione alla distribuzione finale. Numerose esperienze dell’agricoltura di domani, basate sulla costruzione di comunità, sull’autorganizzazione, sull’autoproduzione e il mutualismo sono già in cammino, dal Piemonte alla Calabria, dalla Lombardia alla Puglia e alla Sicilia.

    Vogliamo uscire dalla logica del “metterci una toppa” temporanea. Vogliamo che tutti possano mangiare sano, che tutti possano avere un lavoro che permetta di vivere bene, vogliamo che le attività umane non mettano in pericolo il futuro delle generazioni successive. Il mancato ricambio generazionale, l’abbandono del territorio rurale - considerato marginale dal modello neoliberista ma contenitore di bellezza e di risorse- devono essere contrastati politicamente attraverso il sostegno al reinsediamento delle nuove generazioni nei territori rurali, la dotazione di servizi, la rivitalizzazione sociale e culturale.

    Dobbiamo promuovere la gestione sostenibile dei terreni da parte delle comunità locali, in maniera collettiva, per favorire la massima redistribuzione del benessere in termini di qualità di vita, ambientale, delle acque e dell’aria. Dobbiamo rivendicare il diritto alla sovranità alimentare delle comunità locali, cioè la libertà e il diritto di decidere cosa coltivare e in quali quantità, sulla base delle esigenze reali delle persone e delle specificità del territorio.

    C’è un mondo, fatto di tanta gente, idee, approcci alla terra, storie, reso invisibile e che rischia di essere cancellato: noi vogliamo che questo mondo sia visto e riconosciuto, perché chi coltiva in maniera rispettosa tiene in piedi la montagna e le campagne e fa vivere quella diversità di varietà che ci fanno onore e ricchezza e che, altrimenti, non ci sarebbero già più. Vogliamo lottare contro leggi miopi, asservite all’ideologia del profitto. Vogliono lottare per proteggere le espressioni del bene comune e le libertà originarie delle persone. Vogliamo difendere e promuovere quel mondo rurale che ancora fa vivere la terra e gli uomini. Noi lottiamo accanto a queste persone, a questa umanità, a queste comunità che r-esistono nonostante tutto. Facciamo nostro il motto dei contadini del movimento mondiale più grande che esista, la Via Campesina: GLOBALIZZIAMO LA LOTTA, GLOBALIZZIAMO LA SPERANZA !

    I PRINCIPI NEI QUALI CI RICONOSCIAMO, PER I QUALI VOGLIAMO IMPEGNARCI:

    ACCESSO AL CIBO

    Attualmente nel mondo la produzione alimentare è sufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero di tutti. Nonostante questo dato, milioni di persone sono affamate o malnutrite. Questo perché l’alimentazione non è garantita come diritto e se non si hanno soldi sufficienti non si accede ad un’alimentazione adeguata. Al livello di reddito (e di istruzione) corrisponde un determinato regime alimentare: spesso la dieta delle persone povere è contraddistinta in larga parte da carboidrati e grassi, cioè alimenti calorici, a basso prezzo e con poche vitamine. Diffondere conoscenza e redistribuire le ricchezze sono due pilastri fondamentali per garantire l’accesso al cibo sano.

    AMBIENTE

    L’ambiente è un elemento fondamentale dell’ecosistema in cui viviamo. Proteggere l’ambiente significa migliorare anche la qualità della vita degli esseri umani e delle altre specie. Fermare la cementificazione, l’uso di pesticidi/erbicidi, ridurre le emissioni dell’agricoltura, ripristinare le funzioni ambientali dei rivali e delle siepi campestri, sono solo alcuni tra i provvedimenti da attuare per tutelare realmente l’ambiente.

    BIODIVERSITÀ

    La ricchezza di specie è essenziale per poter sempre disporre di varietà in grado di adattarsi nel migliore dei modi possibili alle condizioni ambientali. La monocultura inoltre espone la crescente popolazione mondiale a rischi di carestia legata sia ai cambiamenti climatici, sia a rischi patogeni. Una specie più adatta alla zona in cui cresce richiede anche meno (o nessun) fertilizzante, pesticida ed erbicidi di origine fossile a beneficio riflesso di salute e ambiente.

    PAESAGGIO

    Il paesaggio, come il suolo agricolo, è una risorsa non rinnovabile. È il frutto dell’incessante interazione tra il lavoro dell’uomo e gli elementi naturali. Il paesaggio è un’eredità, non sempre positiva, che ha bisogno di tutela e di riqualificazione. E’ la carta d’identità di un territorio e come tale è un patrimonio di tutti, un bene comune da maneggiare con grande cura ed attenzione. Fuori dalle grandi metropoli, attente politiche e pratiche sia agricole, sia forestali, sia turistiche, sia ambientali consentono di migliorare la percezione del paesaggio, di innalzare la qualità della vita, di incentivare la cura del territorio da parte delle comunità.

    DEMOCRAZIA PRODUTTIVA

    Noi ci alimentiamo di pochissime specie e ne vengono coltivate poche di più. Questo perché la filiera delle sementi è governata a livello mondiale da pochi attori e la mentalità della standardizzazione del prodotto industriale è stata applicata anche all’agricoltura. È possibile far tornare in seno ai territori locali la possibilità di decidere quanto e cosa produrre al fine di migliorare la qualità della vita di tutti. Con lo studio della biodiversità locale ed il sostegno all’agricoltura alternativa è possibile riscoprire ed apprezzare la ricchezza dei profumi e dei sapori dei diversi alimenti. Scegliendo di promuovere, sostenere una produzione più varia, è possibile dar vita anche ad una più varia alimentazione. La certificazione della qualità biologica dei prodotti non deve più avvenire mediante società private a pagamento, sistema meramente burocratico, ma mediante forme di controllo sociale secondo l’esperienza della certificazione partecipata, supportate tecnicamente da enti pubblici preposti (ASL locali , ARPA, NAS).

    CONDIVISIONE

    Migliorare le reti sociali ed allargare la consapevolezza permette alle persone di essere più vicine e presenti: di fronte alle difficoltà, ma anche per il miglioramento della qualità della vita complessiva. La condivisione delle difficoltà, dei mezzi e delle infrastrutture, delle competenze, dei saperi fa aumentare la sicurezza sociale, promuove la coesione e la conoscenza del territorio, elemento imprescindibile per la sua tutela.

    CONTARTIGIANATO

    L’agricoltura è sempre stata contraddistinta dalla molteplicità delle attività. Oggi molti agricoltori sono poco più che “contoterzisti” nel proprio campo all’interno di una rigida suddivisione industriale del lavoro. Alcuni contadini, sempre di più, sentono l’esigenza di tornare a coltivare la pluriattività: non solo produzione ma anche trasformazione dei prodotti e produzioni artigianali. Questo coltiva la creatività, aumenta le possibilità del baratto e dello scambio paritario, contribuisce a migliorare la qualità della vita, la condivisione dei saperi e la cura del territorio, incentivando ad utilizzarlo in maniera varia e responsabile, conservativa, sostenibile.

    LAVORO EQUO

    Il comparto agricolo, a causa della pressione della grande distribuzione e di attori compiacenti nella filiera, scarica i costi su chi materialmente lavora con i piedi nel campo, oltre che sull’ambiente. Acquistare da realtà veramente cooperative, rispettose dei diritti sindacali, come da produttori responsabili a conduzione famigliare permette di combattere le forme di neoschiavismo, assicurando a tutti/e la possibilità di vivere dignitosamente del proprio lavoro.

    SALUTE

    L’uso di pesticidi ed erbicidi in agricoltura è accompagnato da molte istruzioni d’uso volte a limitarne gli effetti dannosi. Nonostante le precauzioni è possibile rintracciare la presenza del più famoso erbicida, il Glifosato, anche all’interno del miele BIO e delle falde acquifere. Salute è anche non dover lavorare più di 6/8 ore al giorno. Una persona può permetterselo solo se riceve un adeguato compenso per il proprio lavoro. La maggior necessità di quest’ultimo non deve intaccare il riposo di chi è già occupato, ma promuovere nuovo impiego.

    STAGIONALITÀ

    Siamo abituati ad acquistare qualsiasi frutta e verdura in qualsiasi tempo dell’anno. Questo è possibile con l’uso di serre e di importazioni ambientalmente costose che permettono un allungamento del periodo di disponibilità del prodotto. È importante considerare però che gli alimenti da serra hanno una presenza inferiore di vitamine e sali minerali che la pianta dona al frutto solo grazie al giusto apporto di sole, acqua e terra. Imparare a non forzare i cicli produttivi consente di ottenere naturalmente prodotti più ricchi di sostanze nutritive, minerali e vitamine. Le sostanze che vengono a mancare nei terreni sfruttati vengono inserite eventualmente tramite costosi fertilizzanti industriali, che lasciano il terreno incapace di autorigenerarsi.

    Sulla base di questi principi, abbiamo immaginato il nostro programma, che è da intendersi come percorso di attuazione nel lungo periodo, comprensivo di una fase di transizione e sperimentazione che consenta adattamento e aggiustamenti utili.

    PROPOSTE ATTUATIVE

    Per questo è NECESSARIO FERMARE:

    • il lavoro nero, lo sfruttamento del lavoro nel comparto agricolo;
    • il ruolo delle aste al ribasso dei prodotti all’ingrosso a esclusivo vantaggio dell’agro-industria e della Grande Distribuzione Organizzata;
    • l’eccessivo imballaggio, lo stravolgimento della stagionalità, lo spreco alimentare incentivati dalla GDO;
    • le condizioni barbare di allevamento degli animali negli allevamenti intensivi;
    • la corsa al gigantismo degli allevamenti intensivi che comporta inquinamento da polveri sottili, delle falde acquifere, dei terreni stessi;
    • la concessione dello status di “agricolo” alle stalle che non possiedono terra sufficiente per il regime biologico adiacente alle stalle per il pascolo dei capi;
    • le centrali a biogas e biomasse dove i giorni di sforamento delle polveri sottili, in particolar modo le PM2.5 superano già i 25 giorni/anno;
    • l’uso del Glifosato, di tutti gli erbicidi, pesticidi consentiti in agricoltura che hanno una forte persistenza nelle falde acquifere;
    • l’uso dei concimi chimici che giustificano l’impoverimento sistematico dei terreni;
    • l’uso degli antibiotici negli allevamenti intensivi, che sono la destinazione della metà della produzione mondiale di quei farmaci;
    • l’uso di deroghe della Direttiva Nitrati, a maggiore tutela preventiva delle acque superficiali e profonde;
    • importazioni di carni da Paesi che consentono l’uso di ormoni della crescita e antibiotici, di prodotti agricoli da Paesi che consentono l’uso di pesticidi, erbicidi e fitofarmaci chimici;
    • la brevettazione di sementi, OGM - Organismi Geneticamente Modificati- ed una loro ultima versione, gli NBT - New Breeding Techniques-;
    • fermare la pesca con metodi distruttivi e non sostenibili con cui, oggi, arriva la quasi totalità del pesce nei banchi frigo. Circa il 90% del pescato viene da specie in declino: il ritmo di cattura è più alto del

    ritmo di riproduzione. Fermare la manipolazione e la frode, più frequenti nelle filiere lunghe;

    • l’accaparramento delle terre in Italia e all’estero da parte di altri Stati o aziende;
    • i Trattati di “libero” scambio commerciale, come il CETA, con Paesi che non adottano il principio di precauzione.

    Per questo VOGLIAMO REALIZZARE

    • l’accesso universale al cibo ecologico e senza sfruttamento dei lavoratori impiegati;
    • la confisca dei beni a chi sfrutta i lavoratori o inquina il territorio agricolo o le risorse idriche.
    • una legge che permetta di dare alla gestione collettiva agroecologica la terra abbandonata ed incolta per più di 5 anni.
    • una legge che riconosca la figura del piccolo coltivatore, allevatore che preveda regolamenti fiscali, sanitari più semplici ed una riduzione della burocrazia, rispetto alle norme previste per la grande

    proprietà e agroindustria; consentire la produzione ed il confezionamento per la vendita diretta, liberi da restrizioni sanitarie o da imposizioni fiscali, così come previsto per l’autoconsumo.

    • garantire a chi, come occupazione prevalente, fa il contadino diretto: l’esenzione da ogni obbligo burocratico e imposta riguardanti la loro attività, l’esenzione dalle norme vigenti in materia di igiene e

    sicurezza degli alimenti, l’esenzione dai vincoli progettuali e urbanistici per la costruzione di piccoli annessi agricoli e la ricostruzione di manufatti rurali; il diritto di esercitare l’attività di ospitalità rurale, di pagare contributi minimi, di ricevere gratuitamente e a domicilio servizi di assistenza relativi alla loro attività.

    • modificare le modalità di certificazione biologica alleggerendo i costi per premiare chi pratica la biodiversità e policoltura su piccola scala facendoli pagare a chi pratica la monocultura, seppur certificata

    biologica, su grande estensione destinata alla GDO.

    • la diffusione dei progetti come Agricoltura Supportata dalle Comunità, i Distretti di Economia Solidale Rurale, dei Parchi Agricoli che migliorano i legami tra abitanti e territorio, promuovendo sensibilità

    ambientale e maggiore attenzione nella tutela del territorio.

    • un sostegno alle reti di filiera corta con concessione di spazi pubblici, realizzazione di laboratori di trasformazione pubblici in loco vicini ai siti di produzione, negozi di prossimità con vendita di prodotti

    sfusi.

    • la valorizzazione delle varietà animali e vegetali tipiche d’Italia disincentivate dall’agroindustria perché poco “redditizie”.
    • la diffusione di piccole aree umide per ricaricare le falde acquifere.
    • la facilitazione dell’accesso al credito alle piccole aziende che scelgono la strada della sostenibilità, che investono nella tutela del paesaggio rurale, nella tutela della biodiversità animale e vegetale.
    • la proprietà collettiva delle sementi e l’ammissibilità di coltivazione delle varietà tipiche italiane, anche non presenti nei registri varietali, e loro riproduzione tramite selezione partecipata.
    • l’incentivo alla gestione cooperativa dei terreni per consentire a tutti i lavoratori della terra il diritto effettivo alle ferie ed alla malattia, da cui tipicamente i piccoli coltivatori e allevatori sono esclusi.
    • il sostegno alla copertura vegetale permanente dei terreni per combattere l’erosione da parte del vento.
    • la diffusione della pratica della lombricoltura per migliorare le caratteristiche organiche del suolo.
    • la riduzione l’aratura - pratica energivora, che favorisce l’erosione del suolo fertile e riduce la vita del sottosuolo- al minimo indispensabile, favorendo la lavorazione di precisione e non profonda.
    • l’uso responsabile dei finanziamenti pubblici riguardo i macchinari agricoli, favorendo la manutenzione, il riutilizzo e il mercato dell’usato senza imporre l’acquisto del nuovo, come accade nei PSR: non

    sempre sono necessari macchinari di ultima generazione.

    • un sostegno concreto ai lavoratori della terra perché svolgano nelle aree rurali la funzione di presidio territoriale della stabilità idrogeologica ( tramite muretti a secco, siepi campestri e alberature, tramite

    il controllo e regimentazione delle acque superficiali, la pulizia e manutenzione dei fossi, torrenti, delle scarpate e dei boschi); della tutela dei suoli ( da impoverimento, dilavamento ed erosione, desertificazione); della tutela delle acque superficiali e profonde (dall’inquinamento chimico, da sversamenti e spandimenti); della biodiversità (dai trattamenti chimici). La messa in sicurezza dei territori passa anche da una corretta e attenta agricoltura.

    • un programma di collaborazione paritaria tra comunità locali italiane ed estere per lo scambio di conoscenze, pratiche, ed esperienze per favorire il potenziamento dell’agricoltura sociale e di sussistenza.
    • un percorso di formazione permanente per i contadini per diffondere l’agricoltura agroecologica tramite enti pubblici mediante sportelli di consulenza professionale per la diffusione delle “buone”

    pratiche agricole coerenti con la tutela del patrimonio ambientale e della salubrità dei prodotti. È importante evitare che gli “informatori agricoli”, spesso agenti di commercio delle multinazionali dei fitofarmaci e concimi, siano il riferimento dei contadini.

    • favorire lo scambio internazionale, in uscita e in entrata, per gli studenti di tutti gli indirizzi legati all’agricoltura, allevamento, gestione delle risorse e pianificazione territoriale.
    • gestire il patrimonio forestale in maniera sostenibile, promuovendo nuova occupazione legata a questo settore e a quello turistico nelle aree boschive. Le risorse del territorio devono essere utilizzate per

    la diffusione del benessere sociale e la tutela dell’equilibrio ambientale.

    • un programma di educazione alimentare etica che renda chiaro l’impatto ambientale del consumo, della produzione di carne (e pesce) attuale e favorisca una modifica delle abitudini in direzione del

    “mangiarne meno, ma di qualità più alta”.

    • Una legge nazionale per rendere obbligatorio il pascolo degli animali da latte e da carne.
    • promuovere corridoi ecologici e set-aside (terre a riposo a fini di ripristino ecologico, slegate dai problemi della sovrapproduzione) nei quali lasciare crescere la vegetazione spontanea con fioriture

    variegate che offrano agli insetti impollinatori il necessario nutrimento, così come nei giardini e aiuole pubbliche.

    • il ripristino urgente degli equilibri ecologici della fauna selvatica che più direttamente incide sull’agricoltura, in particolare cinghiali, caprioli e nutrie tramite strategie combinate non cruente che

    salvaguardino la fruibilità dei territori per chi ci vive, ci lavora o ci passa come turista/camminatore. (ultrasuoni e proiettili sterilizzanti). Favorire lo spostamento di orsi e lupi nelle aree boschive abitate da cinghiali e caprioli, da sempre le loro prede naturali.

    • favorire la pesca artigianale e sostenibile a dimensione famigliare. Promuovere un’economia solidale tra le realtà costiere e le aree interne per il consumo del pesce di zona e di stagione.
    • promuovere il protagonismo delle comunità costiere e dei circuiti di solidarietà per la tutela dell’ambiente marino.

    Fra i giovani che vengono a queste casette sul monte ci sono quelli, poveri nel corpo e nello spirito, che hanno abbandonato ogni speranza. Io sono solo un vecchio contadino che si lamenta di non poter dar loro nemmeno un paio di sandali: ma c’è ancora una cosa che posso dare loro. Un filo di paglia. Raccattai un po’ di paglia davanti alla baracca e dissi: «Da questo solo filo di paglia può cominciare una rivoluzione».

    da “La rivoluzione del filo di paglia” di Masanobu Fukuoka

    https://poterealpopolo.org/agricoltura-e-allevamento/

  • Spazi in comune   autogestione autorganizzazione partecipazione

    <2017-12-12 mar>

    Una delibera della Giunta del comune di Napoli (la n.4581 del 10/08/2017, qui scaricabile) mette a sistema la sperimentazione iniziata da tempo sull’uso degli spazi comunali a fini sociali. La corposa delibera si configura come un vero e proprio manifesto, teorico e pratico, sul significato di beni comuni e sulle loro possibili modalità d’uso. In una prima parte vengono affrontate le questioni generali d’ordine giuridico-costituzionali, in una seconda si chiarisce cosa si deve intendere per “valorizzazione” dei beni di proprietà comunale e per “reddito civico”, una terza parte stabilisce le metodologie e le procedure con cui individuare i “soggetti organizzativi” sulla base di “progetti d’uso temporaneo”, partecipati e costitutivi “comunità civiche urbane”…

    https://comune-info.net/2017/12/spazi-in-comune/

  • Minare bitcoin consuma 30 TWh in un anno   bitcoin ecologia tec

    Il sistema dei bitcoin ha un consumo energetico insostenibile

    Le monete virtuali consumano quantità di energia inimmaginabili: secondo uno studio della piattaforma Digiconomist, minare bitcoin per un anno comporta un dispendio di elettricità superiore a quello di 19 paesi europei. La rete dei bitcoin mining, responsabile della verifica delle transazioni effettuate con la criptovaluta, consuma 30,14 TWh all’anno. Con un consumo continuo di 3,4 GW, la rete utilizza cinque volte più elettricità di quella prodotta dal più grande parco eolico in Europa. Il London Array, nell’estuario del Tamigi…

    http://www.rinnovabili.it/energia/minare-bitcoin-consuma-30twh-anno-333/

  • La collezione H&M fatta con la plastica degli oceani riciclata

    <2017-02-17 ven>

    H&M lancia una nuova collezione fatta con tessuto Bionic, realizzato con il riciclo della plastica recuperata dagli oceani. Sarà sul mercato a partire dal 20 aprile

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    MILANO - A vedere la nuova collezione di H&M sfilare sulle passerelle non si direbbe che si tratta di un tessuto riciclato. Invece è proprio così, perché gli abiti del noto marchio svedese in arrivo ad aprile sono realizzati con la plastica recuperata dagli oceani. Il tessuto si chiama Bionic, sembra chiffon, talmente fluttua nell'aria…

    https://innovazione.diariodelweb.it/innovazione/articolo/?nid=20170210_403843

2019

2019-11 novembre

2019-11-02 sabato

<2019-11-02 sab>

  • BANDO HUMANS - MINIARTEXTIL 2018   ARCHIVE arte
  • Westworld alla Bolognaise   ARCHIVE agricoltura alimentazione bologna
  • Tapestry talent: 5 amazing artists who weave   ARCHIVE tessitura
  • Tracce Urbane   ARCHIVE
  • La nuova vita dei tessuti. Quando gli artigiani rigenerano la manifattura   ARCHIVE riciclo
  • Tellas: l’artista sardo vince l’Urban Art Contest a Faenza   ARCHIVE arte
  • Riaprire i Navigli   ARCHIVE Milano
  • Le Lotte per il pane e le tecniche di Panificazione   ARCHIVE alimentazione pane
  • Radio Contado:   ARCHIVE agricoltura

Autore: SchiZo SchiZo

Email: schizo@autistici.org

Created: 2020-09-28 lun 19:44

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